L’area del Rio Obaco è situata nel settore settentrionale dei Monti Ausoni, nel territorio del Comune di Falvaterra ad una  quota  di circa 150 metri s.l.m..
Il Rio Obaco è un importante affluente di destra del Fiume Sacco, con acque perenni e di buona qualità, situato a poca distanza ( 2 km )  dalle Grotte Turistiche di Pastena e dal Museo Speleologico Naturalistico di Pastena, dalla Riserva Naturale del Lago di S. Giovanni ed Isoletta ( 5 km )  e dal casello autostradale di Ceprano ( 6 km ).
Il fiume rappresenta, inoltre, proprio la risorgenza delle acque che si incanalano presso l’inghiottitoio delle Grotte Turistiche di Pastena e riemergono nel territorio di Falvaterra, dopo aver attraversato in sotterranea il Monte Lamia, piccolo colle di 371 metri s.l.m.
Grazie ad alcuni lavori di sbancamento eseguiti negli anni 70’, diretti dal geologo Lamberto Ferri Ricchi, è oggi possibile entrare, con semplici attrezzature speleologiche, all’interno del percorso sotterraneo del fiume ed ammirare le bellezze di questo mondo sotterraneo.


Allo speleologo è concessa la visita di  due chilometri di grotta che, partendo dall’ingresso turistico di  Pastena, sono  piuttosto articolati, con una successione di laghetti, facili da superare con semplici canotti, e tratti a piedi, sui bordi del letto del torrente, formato da ghiaie,  sabbie e limo. Nel primo settore, fino al sifone, posto a circa 1 chilometro da Pastena, la sezione è piuttosto ellittica e, a tratti, poco ampia;  il concrezionamento è spesso non presente ed interessato da continui disturbi, legati alle piene ricche di argilla e limo, con segni di erosione e depositi di Terre Rosse.
Superato il sifone, nel secondo settore, lungo oltre un chilometro, la grotta si apre con una sezione inizialmente quasi rettangolare e poi a fiamma, con altezze sempre maggiori del tetto, fino a 20 metri, con un concrezionamento di stalattiti e cortine  più evidente e meno disturbato dall’azione dell’acqua.
Sulla sinistra, a circa cento metri dal limite del  “lago lungo”, si ammira la bellissima concrezione dei “salici piangenti” o della “medusa”, segue una zona priva di concrezioni evidenti, ma particolarmente suggestiva per la presenza di forre e bancate di calcare biancastro.


La parte finale della grotta mostra tutta la sua maestà con sovrapposizione di antichi rami fossili, detti “meandri abbandonati”, concrezionamento diffuso e in veloce accrescimento,  con  una serie di cascate e rapide che riempiono di fragore tutta l’atmosfera buia della grotta.
Da questa zona si accede alla risorgenza del Rio Obaco, tramite una galleria artificiale di circa 40 metri, tornando così alla luce del sole dopo un percorso sotterraneo di 2.200 metri.

E’ intenzione del Comune di Falvaterra rendere visitabile la grotta grazie ad una attività di speleoturismo, al pari di quelle già sorte in tante altre grotte turistiche e non, dell’Italia e dell’estero, gli aggiornamenti sull’inizio di questa attività verranno pubblicati anche su Internet..

Augusto Carè